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Come accedere al credito ai tempi del Credit Crunch

Finanziamento

SAREMO CAPACI< DI FARE RICAVI?

Dopo aver illustrato al meglio il nostro progetto e aver chiarito le idee – al nostro potenziale finanziatore ma anche a noi stessi – sui nostri obiettivi, è il momento di dimostrare che la nostra azienda sarà capace di fare ricavi e di riuscire a farsi spazio nel suo mercato di riferimento. Excel alla mano: è il momento di fare i conti!

UN EFFICACE PROSPETTO ECONOMICO- FINANZIARIO

Per dimostrare che l’impresa riuscirà a “stare in piedi da sola” nel più breve tempo possibile, bisogna analizzare accuratamente i seguenti punti:

  • Struttura organizzativa: in quante aree sarà strutturata la nostra azienda e chi si occuperà di cosa? Descrivere con precisione la propria organizzazione interna è sintomo di chiarezza di idee. Oltre a una semplice descrizione, dovremo dettagliare quanti dipendenti prevediamo nei primi 3-5 anni, come questi saranno organizzati e quanto prevediamo di spendere per i loro stipendi.
  • Investimento: è arrivato il momento di illustrare nello specifico le spese da coprire con l’importo che stiamo chiedendo ai nostri potenziali finanziatori. Bisogna dettagliare le singole voci di spesa del programma di investimento (ad es. acquisto strumenti, ristrutturazione, sviluppo di un portale, ecc.) e per ognuna prevedere una spesa totale e gli anni di vita utile (cd. “ammortamento”). Ma attenzione: il nostro investimento iniziale non dovrà essere coperto al 100% da un finanziatore esterno! Un capitale iniziale dell’imprenditore è necessario affinchè il titolare del progetto dimostri di voler investire con decisione nella sua impresa. E’ buona norma chiedere un massimo del 70/75% dell’investimento a una banca, mentre la restante parte va finanziata direttamente dall’imprenditore.
  • Modello di business: qui descriviamo in dettaglio tutte le fasi produttive del nostro lavoro, dalla progettazione al prodotto/servizio finito. Per ogni fase descritta cercheremo quindi di prevedere una quantità prodotta per anno e, sulla base del prezzo unitario, i ricavi che ci aspettiamo in quell’anno (ad es. se sono un fornaio, descriverò prima le fasi del procedimento per produrre i miei prodotti da forno. Poi prevedo che nel 2014 venderò 1.000 dei miei prodotti al prezzo unitario di 3,50€; nel 2015 ne venderò 1.450 al prezzo unitario di 3,50€; e così via).
  • Flussi di cassa: è il momento di descrivere i miei rapporti con i fornitori da cui acquisterò le materie prime o i servizi. Quindi occorre stilare una lista di questi soggetti e prevedere, per ognuno, i tempi medi entro cui dovremo ripagare il loro lavoro. Confrontando questi tempi con i tempi medi in cui i clienti ci pagano, avremo un’idea di quello che dovrebbe essere il nostro bisogno di liquidità per sostenere eventuali scompensi di cassa.
  • Bilancio previsionale: Sulla base delle previsioni che abbiamo fatto, arriva infine il momento di fare i conti per capire se il nostro business potrà confrontarsi con il mercato. Nel bilancio previsionale inseriremo i dati di sintetici di costi e ricavi, oltre alle informazioni patrimoniali dell’impresa.

Un convincente piano previsionale, supportato da una puntuale descrizione del progetto, è il miglior modo per una startup per richiedere l’accesso al credito e dimostrare di possedere importanti capacità di pianificazione e gestione imprenditoriale.